Nordic Walking

nordic walkingLa Camminata Nordica

Il Nordic Walking è una disciplina sportiva che si pratica all’aria aperta, (palestra all’aria aperta) un modo di allenarsi in modo dolce che permette di sviluppare la resistenza scaricando le tensioni. E’ una nuova disciplina che da pochi anni introdotta in Italia si sta mostrando come il connubio ideale tra l’attività fisica e il benessere mentale. Adatta a tutte le età, è di facile esecuzione e con il solo ausilio di due bastoncini (pole) permette di mantenere una buona tonicità fisica, che con il trascorrere dei giorni, continuando a praticarlo, può dare sollievo a svariati disturbi. Con pochi Euro per l’attrezzatura chiunque può contribuire a far crescere la schiera dei camminatori Nordic Walking. Si può praticare da soli o in compagnia. Non è una moda ma un nuovo modo di camminare che ci aiuta ad avere una postura migliore e a vivere meglio.

 

LA STORIA DEL NORDIC WALKING

Già negli anni Trenta gli atleti che praticavano lo sci di fondo e la combinata nordica erano a conoscenza del metodo di allenamento estivo denominato “ski walking“. Nel 1992 è stato presentato il “Pole Walking”, la camminata con i bastoncini da sci (pole). Nel 1996 due studenti di educazione fisica finlandesi presentano come tesi di laurea una analisi sul tema “Sauvakavely” – camminare con i bastoncini. Dopo perfezionamenti della tecnica e sul bastoncino che viene accorciato, gradualmente si crea una nuova forma di allenamento con i bastoncini finchè nel 1997, al termine delle ricerche, per la prima volta viene usata la definizione Nordic Walking. La disciplina del Nordic Walking ora è diffusa un po’ in tutti i paesi Europei e anche in Italia grazie alla Scuola Italiana di Nordic Walking si sta affermando con molti proseliti su tutto il territorio nazionale. La nuova disciplina da pochi anni introdotta in Italia si sta rivelando con la combinazione ideale tra attività fisica e benessere mentale. Si pratica all’aria aperta e può essere appreso anche in palestra, crea occasioni d’incontro fra persone accomunate dal piacere di svolgere una attività che crea equilibrio fra corpo e spirito nella ricerca del benessere a 360°.

 

La Filosofia della Camminata Nordica

di Pino DellaSega

Conta la meta? No, il viaggio

…….Camminare è, in particolar modo, un’interessante occasione di crescita e di conoscenza intcriore. Se infatti lo confrontiamo agli altri modi che abbiamo per arrivare a una meta, ci accorgiamo che il cammino è una “storia”, un procedere, molte volte più premiante della meta stessa. Fare leva sulle nostre gambe ci riporta, infatti, alla coscienza del nostro esistere, dell’esserci: è un modo per riprendere contatto con il corpo, con la mente, con chi siamo davvero.

“Chi compra il superfluo presto vende il necessario” recita il proverbio. Ma basta dare un’occhiata ai nostri armadi per capire che il detto è ormai caduto in disuso. Eppure mai come oggi sarebbe doveroso saper distinguere tra ciò che è necessario e ciò che è superfluo, cosa è indispensabile e cosa è solo un’abitudine, cosa metteremo nel nostro zaino e cosa invece dovremmo abbandonare. Camminare ci può nuovamente insegnare a scegliere che cosa è essenziale, rendendoci così più semplice anche la vita quotidiana.

Camminare è forse l’attività che ce ne fa rendere conto di più. Marciando per giorni, cambiamo ambiente, abitudini, cibo, casa, letto, condizioni climatiche: la marcia ci porta a sperimentare comportamenti sempre nuovi e a sviluppare la capacità di adattamento. Potremmo scoprire ciò che ci è facile: l’ambiente fisico e sociale ogni volta diverso potrebbe farci sentire liberi da condizionamenti esterni, liberi di scegliere. Oppure potremmo scoprire di essere poco flessibili, spaventati dalle novità e dai possibili imprevisti lungo il percorso: il sole, la pioggia, il caldo e il freddo ci pongono nettamente di fronte al nostro modo di vivere i disagi e di superarli. Scoprire capacità e risorse che non pensavamo di possedere potrebbe rafforzare la nostra autostima.

I disagi ci aiutano a dare il giusto peso alle cose e a ridimensionare i tanti piccoli drammi quotidiani: una multa per un parcheggio sbagliato o la scortesia di un collega divengono bazzecole al confronto di una grandinata in piena estate, senza possibilità di riparo! Nello stesso tempo, ci fanno scoprire la bellezza della cortesia spontanea: l’aiuto da uno sconosciuto ci può far capire con quante prevenzioni viviamo nelle nostre città. Camminare è un modo per conoscersi: era uno degli insegnamenti del filosofo greco Aristotele, che usava tenere lezione passeggiando nel porticato interno del Liceo di Atene. Inseguiamo più facilmente i nostri pensieri, che spesso si fanno più raffinati: è come se fossimo invitati a filosofare, a dialogare con l’assoluto.

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